Allora la Fata, battendo le mani insieme, fece due piccoli colpi, e apparve un magnifico Can-barbone, che camminava ritto sulle gambe di dietro, tale e quale come se fosse un uomo. Il Can-barbone era vestito da cocchiere in livera di gala. Aveva in capo un nicchiettino a tre punte gallonato d’oro, una parrucca bianca coi riccioli che gli scendevano giu per il collo, una giubba color di cioccolata coi bottoni di brillanti e coi due grandi tasche per tenervi gli ossi, che gli regalava a pranzo la padrona, un paio di calzon corti di velluto cremisi, le calze di seta, gli scarpini scol-lati, e di dietro una specie di fodera da ombrelli, tutta di raso tur-chino, per mettervi dentro la coda, quando il tempo comincia a piovere.


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